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Meridiane

 

In questa sezione mi pregio di presentare alcune opere monumentali da me realizzate, di dimensioni e qualità particolarmente significative. La loro realizzazione ha coinciso con numerose attività scolastiche, grazie ai contenuti altamente didattici interdisciplinari che le medesime offrono.


LA MERIDIANA DEL QUARTIERE “SAVENA” DI BOLOGNA

Già citata sul GUINNESS DEI PRIMATI per le sue eccezionali dimensioni
   
Savena Savena

Il "Sàvena" è un torrente che corre alla periferia Est di Bologna, e separa la città dall'attiguo Comune di San Lazzaro. "Sàvena" è anche il nome del Quartiere petroniano ivi presente, attraversato dalla romana "Via Emilia": antica comunicazione tra Roma ed il Nord.

Proprio lungo la Via Emilia Levante (attualmente via Giuseppe Dozza), all'altezza di Via Ferrara è sorto agli inizi degli Anni Novanta un complesso PEEP costituito da tre fabbricati che racchiudono ciascuno un'area pubblica comunale. Ogni area è consacrata ad un tema specifico: ACQUA, CIELO, TERRA. La prima corte, dedicata all'Acqua, richiama il concetto di separazione tra l'ambiente esterno ostile e quello abitato: vi è realizzata una fonte posta su una collinetta, a cui fanno corona diverse piante ad alto fusto. La corte "Cielo" ,al centro, contraddistingue il nucleo dell'ideale cittadella, i cui ritmi sono scanditi dalla misura del tempo data da una serie di strumenti solari progettati dallo gnomonista GIOVANNI PALTRINIERI, in cui si percepisce l'inarrestabile fluire dei giorni e degli anni. Per ultimo troviamo la corte Terra: nel mezzo un monticello verde su cui svettano alcuni alberi (può ricordarci l'Eden, o l'aspirazione dell'uomo a tendere verso il cielo). A lato, entro un contenitore dalle alte mura, vi è la realtà umana: possenti statue in bronzo che raffigurano la vita dell'uomo che va dalla culla alla pietra tombale. Da quel luogo, antico orto botanico denso di profumi inebrianti, le statue serrate da un'alta cancellata ricordano le nostre realtà e le nostre chiusure mentali.

La corte CIELO è un rettangolo di 48 metri per 90.

Bologna

In essa è stato realizzato un OROLOGIO SOLARE semicircolare di 36 metri di diametro, capace di coprire un arco di ore che va dalle 6 alle 18. Dato l’orientamento dell’Area, la sua posizione è tale da sfruttare l’apertura dei fabbricati posti in direzione Sud che gli limitano la fruibilità luminosa nei periodi invernali. Lo gnomone è a vela con uno spessore di 40 cm, ed un cateto verticale alto 4,5 metri.

La parte iniziale dello gnomone, lasciata allo stato virtuale, permette ad un osservatore piazzato al centro dell'Orologio di traguardare visivamente la Polare per mezzo del piano inclinato. Sono i fianchi di questa ipotenusa a proiettare l'ombra sul quadrante consentendo di leggere l'ora, in quanto essi si dispongono parallelamente all'asse terrestre.

Il contenimento dell'Orologio è costituito da un cordolo semicircolare di pietra a vista che separa l'area prettamente solare da quella esterna prativa; in più serve da accogliente tribuna di osservazione del costante e mutevole transito dell'ombra sul quadrante. La linea delle ore 12 è larga 40 centimetri, ed è una vera Linea Meridiana del tutto simile a quelle antiche di tipo a “Camera Oscura”, in quanto alla sommità dello gnomone è posta una piastra al cui centro è praticato un piccolo foro. La Linea reca lungo il suo percorso una serie di valori numerici di particolare interesse astronomico e didattico, come ad esempio l’istante del Mezzodì, la corrispondente altezza sull’orizzonte, l’ampiezza del giorno. Al tempo stesso è riportato una sorta di calendario, capace di indicare i punti proiettivi del Sole sulla Linea nel corso dell’anno, ed il corrispondente segno zodiacale.

Lo strumento ha dunque una duplice funzione: Meridiana per l’istante del Mezzodì, ed Orologio Solare per le restanti ore del giorno.
Nella stessa area, a breve distanza, un secondo gnomone sormontato da una sfera mostra che agli equinozi il tracciato che forma quest’ultima al suolo è una retta con andamento Est-Ovest.

 

LA MERIDIANA DI ABANO TERME

Abano Terme Abano Terme Abano Terme
     
Abano Terme

La città ha dato i natali all’astronomo-astrologo del medioevo Pietro d’Abano. Qui lo gnomonista GIOVANNI PALTRINIERI ha sviluppato una tematica solare dall’emblematico titolo: UNIVERSUM.

All'Area si accede attraverso un breve camminamento realizzato al centro della zona prativa prospicente la strada principale, a cui si affiancano due labirinti, segno di demarcazione tra noto ed ignoto. Sorpassandoli, incontriamo una grande cerchio entro cui si sintetizzano le fondamentali leggi scientifiche della conoscenza umana. Il CERCHIO è già per sua natura il simbolo della perfezione superiore: non ha inizio né fine, e non richiede orientamento. Altrettanti cerchi minori sono poi racchiusi al suo interno, in cui significato e disposizione realizzano un perfetto equilibrio di contenuti principali e secondari. I punti nodali del discorso sono i QUATTRO ELEMENTI: TERRA rivolta all'ingresso; AER sul lato opposto; IGNIS sulla destra; AQUA sulla sinistra. Da essi scaturiscono situazioni di affinità o di incompatibilità di chiara connotazione medievale. Incisi sul marmo essi si collegano tra loro attraverso un piacevole gioco geometrico; a seconda delle combinazioni, si hanno le situazioni di SICCITAS, CALIDITAS, HUMIDITAS, FRIGIDITAS. I Quattro Elementi e le menzionate derivate danno luogo ad ulteriori possibilità di affinità o di opposizione: CONTRARIA, CONVENIENTES, REPUGNANTES. Al centro del cerchio che racchiude l’intero sistema, è collocato un disco di marmo su cui è la scritta: UNIVERSUM.

Sorpassando l'emblematico disco, cioè lasciando l’Elemento TERRA, ci introduciamo idealmente in quello denominato AER: l'espressione del cielo.

Lo Gnomone emerge dal suolo in situazione inclinata mirando alla Polare, e raggiunge la sua massima altezza in 9 Piedi Locali (metri 3,213). Le sue facce celebrano in forma artistica due grandi Astronomi particolarmente legati a queste terre padovane: PIETRO D'ABANO, e GALILEO GALILEI: sono due opere in ceramica fortemente espressive realizzate dall’artista locale Elio Schiavon.

Lo Gnomone proietta così la sua ombra sul quadrante sottostante racchiuso entro un semicerchio di 10 metri di raggio. Tre liste bronzee costituiscono le linee diurne per i Solstizi e gli Equinozi.

Sulla Linea delle ore 12, la MERIDIANA, sono incise le date proiettive dell’estremità dello gnomone intorno al 20-22 di ogni mese, a cui è associata l’Ora Civile al Mezzodì. Inoltre, sempre sulla stessa Linea, sono incisi i punti proiettivi di SEMILUCE DIURNA con intervalli di 15 minuti, per definire l’ora del Sorgere e del Tramontare del Sole.

Nel centro virtuale dello Gnomone è descritta al suolo la ROSA DEI VENTI con i PUNTI CARDINALI: al suo interno trova posto la Tavola dell’EQUAZIONE LOCALE IN MINUTI che consente la facile conversione oraria.

In contrapposizione al semicerchio entro cui trovano posto le linee orarie del grande Orologio, si snoda al suolo il percorso di tre diversi semicerchi. Il primo porta il motto: SICUT SOL FULGEAT PAX. Nel secondo sono presenti i simboli dei SETTE PIANETI eseguiti con intarsio di marmo. Il loro andamento ricalca la classica disposizione tolemaica che considera il Pianeta più lontano, e via via quello più vicino a noi. (In conseguenza di questo gioco ritmico si è arrivati alcuni millenni or sono a determinare la sequenza dei giorni della settimana, oltre che a stabilire le regole astrologiche dei Pianeti rispetto ad ogni ora del giorno e della notte). Lungo il terzo semicerchio trovano posto i DODICI SEGNI ZODIACALI: un carosello con cui i mesi e gli anni si rincorrono secondo una puntigliosa e inevitabile perpetuità.

Nell'estrema propaggine Sud del monumento è collocata al suolo la grande immagine del SOLE: il disco dei QUATTRO ELEMENTI ci aveva infatti annunciato che IGNIS è in quella direzione.

Sul lato NORD, nella direzione a cui si volge il grande gnomone, troviamo una conclusiva conferma di quanto preannunciato: l’AQUA. Si tratta di una fonte di Acqua calda termale che sottolinea la vocazione di ABANO in questo importante campo della medicina e di cui la città va giustamente fiera.

Ecco dunque che il nome di UNIVERSUM suggerito a questo eccezionale monumento è più che mai calzante e giustificato. Una realizzazione, quella di ABANO TERME, esteticamente bella e densa di contenuti antichi ma sempre attuali. Il protagonista, ancora una volta, è il Sole.

 

LA MERIDIANA AL CASTELLO DEGLI AGOLANTI DI RICCIONE

Già citata sul GUINNESS DEI PRIMATI per le sue eccezionali dimensioni
     
Riccione Riccione Riccione

La città di Riccione si estende dal mare alla collina. Su quest’ultima è posto il CASTELLO DEGLI AGOLANTI: una costruzione che sembra risalire agli inizi del XIV sec.

Le componenti storiche di personaggi ed avvenimenti che fanno confluire al Castello dei singolari collegamenti con le Meridiane e la Misura del Tempo non mancano. Qui si confondono storia e leggenda, reale e immaginifico, punto di arrivo e di partenza: il tutto assume significati filosofici che richiedono una dettagliata descrizione. E’ appunto in quest’ottica che si è sviluppato il progetto dello gnomonista GIOVANNI PALTRINIERI, incaricato dal COMUNE DI RICCIONE di progettare un’Opera Solare di grandi dimensioni in cui inserirvi la presenza di un PARCO PUBBLICO attraversato da una pista ciclabile.

La lettura di questo progetto si svolge da SUD verso NORD, ed ha come inizio il piano emergente su cui è posizionato un Sole fiammeggiante costituito da tasselli vetrificati policromi racchiuso in un cerchio. All’esterno dell’astro sono inseriti lungo la circonferenza dodici marmi recanti ciascuno una diversa e immaginifica direzione data dagli antichi cartografi.

Da qui si apre in direzione NORD un breve corridoio che si collega ad un semicerchio incorniciato da un muretto che ospita un grande labirinto che rappresenta il percorso compiuto dalla Scienza e dal pensiero dell’uomo, miranti entrambi alla Conoscenza suprema. All’uscita del dedalo medievale approdiamo al trionfo della Tecnica, il monumento dedicato alla Misura del Tempo: un grande Gnomone a forma di vela “Randa al terzo” che proietta al suolo la sua maestosa ombra.

Esso è alto metri 6,516. E’ rivestito sui due lati da un raffinato mosaico a tasselli policromi realizzato dall’ISTITUTO STATALE D’ARTE DI RICCIONE con la collaborazione della mosaicista AMI NAKAHIRA. Il centro virtuale da cui si diparte dal suolo l’immenso piano inclinato coincide con il centro di un cerchio, che per metà è occupato dal Labirinto appena visto, e per l’altra metà dalle linee orarie di un Orologio Solare tracciato sul pavimento.

Entrati nella zona “Solare” siamo perciò in grado di leggere l’ora entro un arco di tempo che va dalle 6 del mattino alle 6 di sera. Le Linee hanno tutte la stessa forma e lunghezza, a sottolineare l’inesorabile, costante, ineluttabile passare dei giorni, delle stagioni, degli anni.

Riccione

 

CASA MUSCIONI A SAN MARINO

Muscioni

Per “Casa Muscioni”, nella Repubblica di San Marino, ho realizzato un monolito in pietra locale a sezione triangolare. La località si chiama “La Levata”, e per questo motivo ho posizionato la maggiore delle sue facce con perfetto orientamento ad Est, tracciandovi sopra un Orologio Solare. Un secondo Orologio l’ho tracciato nella parete laterale, mentre sull’ultima ho disegnato un “tralcio d’uva”, a giustificazione del cognome del proprietario il cui significato di origine latina è il “mosto”.

 

IL CUBO SOLARE

Lago di Garda

Per il giardino di una villa sul Lago di Garda ho costruito un cubo di marmo tracciandovi su tre lati altrettanti Orologi Solari. L’Astro, portandosi nel corso del giorno da Est ad Ovest, illumina progressivamente i tre quadranti ivi incisi, conferendo al manufatto un piacevole motivo di attenzione e curiosità.

SAN LAZZARO DI SAVENA (BOLOGNA)

Lago di GardaLago di Garda

San Lazzaro di Savena (Bologna), area comunale. Opera di urbanizzazione all’incrocio delle vie Caselle e Salvo D’Acquisto. Concezione strutturale della “Vermiglia Immobiliare” di Bologna; progetto gnomonico di Giovanni Paltrinieri; esecuzione in tarsia di marmo della “WSC” di Cologna Veneta (VR).
Orologio di tipo “Polare” realizzato su un cilindro di mattoni del diametro di oltre due metri sezionato obliquamente. Lo gnomone d’acciaio inossidabile lungo cm 25, proietta sul bel quadrante di marmo intarsiato la propria ombra per l’intera giornata. Al calar delle tenebre e per tutta la notte, il getto d’acqua indica l’ora in riferimento alla tracciatura di una scala numerica, grazie ad un computer che calibrandone la pressione, ne modula la caduta.
Foto: Mario Rebeschini.

 

SAN VINCENZO LA COSTA (CS)

Lago di GardaLago di Garda

Orologio Solare realizzato per un piccolo Parco pubblico comunale nel 2000. Progetto di Giovanni Paltrinieri e arch. Nicola Guarnieri. Impresa esecutrice, geom. Andrea Barbieri di Spezzano della Sila (CS).

 

COLLINE BOLOGNESI

Lago di Garda

Colline Bolognesi. Un grande Orologio Solare Orizzontale di tipo “Analemmatico” costituisce la singolare funzione di un tavolo in marmo. All’esterno sono indicate le direzioni di diverse capitali, e il nome dei venti.

 

LE MERIDIANE DEL CENTRO ASTRONOMICO DI ISNELLO (PA)

(Foto di Romano Serra, Salvatore Santoro, Domenico Bellipanni)

L’undici settembre 2016 si è inaugurato ad Isnello il GAL HASSIN, Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche - www.galhassin.it Destinato a diventare nel giro di un paio d’anni il più prestigioso Osservatorio Astronomico del Mediterraneo, dispone oggi di un Planetario di 10 metri di diametro; una dozzina di telescopi, aule didattiche, sale espositive e per mostra, ecc. Grazie all’ampiezza dei suoi locali, il Centro è in grado di ospitare sia il singolo visitatore, sia le scolaresche per un certo numero di giorni. La realizzazione di questa imponente opera è stata possibile grazie alla volontà e la tenacia dell’attuale Sindaco, il Dott. Giuseppe Mogavero, appassionato di Astronomia e al tempo stesso determinato a far nascere nella sua cittadina sulle Madonie un nodo di elevata importanza culturale e didattica.

Sul piazzale antistante il Centro sono presenti diversi Strumenti solari progettati dallo gnomonista bolognese Giovanni Paltrinieri, realizzati dalla Tecnografica di Castellarano (RE). Di diversa fattura, andiamo qui di seguito ad illustrare succintamente:

OROLOGIO GEOGRAFICO

Lo strumento è certamente quello che spicca per dimensione ed esteticità. Il suo quadrante orizzontale ha un diametro di 10 metri. Da esso, con direzione Nord-Sud, si alza un possente gnomone triangolare metallico, sui cui fianchi è posta l’Equazione del Tempo, ovvero il grafico che trasforma il Tempo Vero Locale in Tempo Civile. L’ombra dello gnomone proiettandosi al suolo indica l’ora, ma al tempo stesso indica il Mezzodì per quelle terre che và via via ad incontrare nel corso del suo peregrinare diurno.

Il risultato finale è ottimo anche dal punto di vista grafico, grazie alla pavimentazione geografica tagliata a laser seguendo il progetto del sottoscritto che ha fornito un dettagliato progetto a CAD. Anche in fatto di precisione la riuscita finale è ottima, grazie a precisi calcoli e alla buona esecuzione di ogni sua parte. A lavoro concluso, quest’opera si è dimostrata di notevole interesse anche dal punto di vista didattico. E’ quasi superfluo dire che questo strumento si è immediatamente distinto per le sue qualità didattiche, e che sarà certamente motivo di ricerca da parte degli studenti. Oltretutto, di questo e degli altri strumenti è stato approntato un Gadget di notevole interesse da parte dei visitatori.

OROLOGIO POLARE

Si chiama “Polare” in quanto il suo quadrante è inclinato di un angolo uguale alla latitudine locale. Lo gnomone è perpendicolare al piano, terminante in una sfera, la quale costituisce l’indicatore orario. Data la sua singolare collocazione, il grafico orario che ne deriva è simmetrico rispetto al centro, ed è di piacevole effetto. La riuscita finale è ottimale, sia dal punto di vista estetico, sia di funzionalità oraria.

OROLOGIO ANALEMMATICO

Lo strumento è costituito da una piazzola circolare che ospita alla sua periferia la Rosa dei Venti, quindi più al centro una linea Nord-Sud a cui si affiancano le indicazioni dei mesi dell’anno opportunamente collocate. Fanno corona con andamento ovale le numerazioni orarie che assomigliano ai petali di una margherita. Qui non esiste alcun gnomone predefinito: al medesimo supplisce il visitatore che ponendosi ritto sul mese in corso, grazie alla propria ombra determina l’ora. Il risultato è ottimale e particolarmente apprezzato dai visitatori del Centro, in quanto si genera una piacevole complicità tra Sole e spettatore. Il risultato finale è perfetto: gradevole e funzionale. Ancora una volta si ricorda che l’ora indicata da questo e dagli altri strumenti è quella Locale: per conoscere l’Ora Civile, si dovrà sempre applicare la correzione fornita dal grafico posto ai lati dello Gnomone dell’Orologio Geografico.

CERCHIO D’IPPARCO

La sua struttura è semplicissima, come del resto lo è la regola che governa questo strumento. L’astronomo Ipparco, vissuto circa un secolo prima della nostra Era, concepì un cerchio fissato al suolo, obliquizzato di un angolo pari alla Latitudine del luogo. Nei due giorni dell’anno in cui l’ombra della parte superiore dello strumento si sovrappone a quella inferiore, corrisponde l’Equinozio. Inoltre, tale ombra formata da una linea retta, indica con precisione i Punti Cardinali Est-Ovest. Grazie a questo e ad altri strumenti di quei lontani secoli, si iniziò la moderna Astronomia.

TORRE DEI VENTI

Questo strumento si pone all’attenzione del visitatore per la sua possente dimensione e per quanto le sue quattro pareti ospitano. Sulla parete volta a Sud troviamo un Orologio Solare Astronomico, indicante cioè le Ore Locali. La qualità esecutiva è ottima, come pure l’informazione oraria.

Le pareti Est ed Ovest – speculari tra loro – portano ciascuna un Orologio Astronomico, ed a lato uno di tipo Italiano (il suo riferimento orario fa coincidere il tramonto con le ore 24). Più in alto è un goniometro che indica l’altezza del Sole al momento del Mezzodì Locale. E’ da osservare che nel corso del giorno sono quasi sempre in funzione l’Orologio di Sud ed uno di quelli laterali: confrontati tra loro, l’indicazione oraria è ovviamente sempre la medesima. La parete di Nord – non interessata al discorso gnomonico - ospita invece un quadrante su cui sono tracciati i nomi degli otto venti principali. Si sovrappone ad esso un indice metallico azionato da una banderuola posta alla sommità della struttura. Così, ad ogni piccola modificazione del Vento, se ne conosce immediatamente la provenienza.

Ancora una volta dunque, queste antiche strumentazioni sono in grado di offrire una didattica particolarmente informativa sul moto apparente del Sole, e sulle regole che lo governano.
Una conoscenza questa, antica quanto l’uomo, che non ha frontiere spazio-temporali, sottolineando quanto afferma un collaudato motto:

C’E’ PIU’ TEMPO CHE VITA.

 

 

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